1. TOUCH – a misurare vicinanze

Il tocco, il contatto. Un incontro tra corpi, che appare ora sempre più come gesto rivoluzionario. Uno dei bisogni primari dell’essere umano che è stato messo in discussione diventando un momento in cui mediare, un momento in cui misurare le distanze.
La Contact Improvisation è una tecnica di danza che utilizza il contatto come veicolo di informazioni, comunicazione, presenza, danza.
Il contatto diventa il modo di conoscere l’altro e creare una relazione che mette al centro l’ascolto, la presenza, lo scambio.
Crediamo che, ora più che mai sia fondamentale riportare l’attenzione al contatto, all’incontro, ritornando alla sua essenza che è ciò che ci rende umani e ci fa riconoscere tra noi.

Nica Andrea Portavia e Antu Munai
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2. #ilmiocorpoèuntempio MA #questacasanonèunteatro 

Oggi stacco la spina, esco di casa, sono in strada.
Devo ritrovare l’odore della danza, sentire il battito dei piedi sulla terra, entrare in risonanza con altri corpi. Il suono mi piega, mi sposta, mi alza.
Non sono sola: mi allineo, ri-unisco, condivido.
Voglio poter ri-negoziare la nostra vicinanza in base al mio sentire, accordare il mio respiro nell’ascolto, sbilanciarmi e confondere i confini.

Torniamo qui.

Tre danzatrici di Bharatanāțyam – teatro danza indiano, attraverseranno lo spazio del parcheggio con battiti e gesti che sono politiche affermazioni di presenza e rituale corporeo collettivo, interagendo con le vibrazioni di clarinetto e voce umana che – con altrettanta potenza – irromperanno in questo tempo sospeso.

con: Sara Azzarelli, Jaya Giuditta de Concini, Alice Giuliodori

voce: Serena Diodati

clarinetto: Elettra Fadda

3. Le Cadavere Sostano

Le cadavere squisite è un collettivo di attrici e musiciste che si sono incontrate ad un corso di scrittura teatrale organizzato da Rita Felicetti circa 5 anni fa e da allora hanno prodotto spettacoli teatrali e musicali scritti a cinque mani da tutte le componenti della Sband = Raffaella Pirozzi, Sara Brugnolo, Bianca Ferricelli, Anna Schirru e Rita Felicetti.
Ci sono inoltre diverse Guest che spesso suonano durante i concerti in cui la tematica principale è ‘ lo sbattimento’. Le Cadavere Squisite si autodefiniscono Le Sbattone.
Le loro canzoni parlano di sesso, di crisi e amore, di autoaffermazione e di vita/morte.

Le Cadavere Squisite
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4. Rimozione forzata

Dall’inizio della pandemia viviamo una sospensione a tempo indefinito dei lavori legati al settore artistico. Maggiormente coinvolte in questa bolla risultano le attività che necessitano per loro natura dell’interazione tra persone e di uno svolgimento non riproducibile online. 
Le restrizioni alla libertà di movimento dei corpi non riguardano invece la libera circolazione delle merci e di tutte le attività necessarie a garantirla.
L’ importante è vendere. 
La mercificazione delle persone, la spersonalizzazione dell’individuo, l’appropriazione indebita del prodotto artistico se giudicato vendibile con un margine di profitto, la possibilità di movimento consentita solo se considerata economicamente produttiva: queste alcune delle riflessioni che ci spingono all’azione.

Concept: Ilaria Mancosu, Luca Musilli

Performers: Gianfranco Fedele, Ilaria Mancosu, Luca Musilli

Regia: Anna Marocco

Sound Design: Marzia Stano

Elastico Fb
Elastico Ig

5. OPEN UP – Dialogo anti lockdown tra danza e arpa

Open up porta in scena un duetto tra un’arpa e una danzatrice, celebrando l’incontro, che mentre è possibile solo grazie al movimento, ne produce uno nuovo: un dialogo di movimenti che chiamiamo suono e gesto, alle volte camminano insieme disegnando paesaggi sincronici, alle volte si disgregano aprendo voragini, incessantemente cercano un modo per condividere un tempo e uno spazio.

Di e con Nuvola Vandini e Duccio Lombardi

https://www.nuvolavandini.org/tears-of-nature-preludio)

6. Spazio Sacro

“Spazio Sacro” è un’azione “rituale” che include 4 diffusori sonori e un simbolo costituito di polveri colorate. Liberamente ispirata al mandala, la cerimonia metaforicamente esorcizza il tempo passato di fronte allo spazio obbligato dei monitor, per superarlo e distruggerlo, verso la conquista di uno spazio fisico. Ogni spazio ha la potenza intrinseca di creare significati. Lo spazio è sacro. L’arte è sacra.

nylon + circuito-c4m

NYLON è un progetto che raccoglie ricerca, workshop ed esperienze di artisti nell’ambito delle arti multimediali.
FB: @nylon.infraspace
[Vittoria, Antonietta, Sara: nylon.proj@gmail.com]

C4m Circuito Autoproduzione Musicale:  http://circuito-c4m.org/ 

C4m è un progetto di autoproduzione musicale, nato a Bologna nel 2012 dalla necessità di incentivare un modello di distribuzione e creazione musicale autonomo, alternativo a quello più diffuso, basato prettamente sulle leggi di mercato.

7. Regalo sedia…cerca casa

Lo spazio è occupato da scatoloni che contengono oggetti e che appartenevano ad un luogo, ma ora sono fermi in attesa nel limbo di un parcheggio.
La situazione potrebbe essere un trasloco oppure un abbandono. Il messaggio sulla sedia può essere un indizio come anche la scritta “OMNIA MEA MECUM PORTO” locuzione in latino che significa “tutto ciò che è mio lo porto con me” frase spesso usata per esaltare le doti dello spirito rispetto ai beni materiali. 
Frase che continua con “..E LE PAROLE LE PORTIAMO CON NOI” come a sottolineare il fatto che le esperienze e le parole ce le portiamo dietro, anche se ci verranno tolti gli spazi e le cose.
Altri oggetti escono fuori dagli scatoloni, tra questi: due piante ,una stella di cartone, dei libri una tazza e una sedia (che non si sa dove mettere e quindi viene regalata).
A terra dei pennarelli rossi che potranno essere usati per scrivere al di sopra delle etichette rimaste vuote.

Mirco Brizi    
https://mirco-brizi.wixsite.com/portfolio 
https://www.behance.net/mircobrizi

8. ANTITHESIS – PRIMO

ANTITHESIS: La rappresentazione vede tre figure antropomorfe; alle due estremità ci sono le Emozioni che tirano a sé, tramite una corda che passa nella figura centrale, la Coscienza. Quest’ultima cerca di trattenere le due forze, a simboleggiare la trazione che si verifica nel momento in cui le due emozioni si manifestano nell’atto di scelta, di decisione, di cambiamento o rinascita. La tensione è tale che la figura centrale rimane in un “blocco emotivo”, prima che una delle due emozioni prevalga sull’altra. Entrambe tirano a sé la Coscienza cercando di “colorarla”, avvicinandola dalla propria parte, come nel tiro alla fune. L’opera è interamente realizzata dagli scarti di cartone degli imballaggi industriali o domestici. 

PRIMO: Da generazioni si cresce in una società in cui siamo circondati da oggetti usa e getta, prodotti da rimpiazzare velocemente con altri. Velocità, Facilità e Accessibilità divengono le parole chiave per formula “TUTTO e SUBITO” divenendo esigenza in cui ci troviamo tutti coinvolti. PRIMO rappresenta quella che è una personale visione di una società, forse distopica, che mira alla produttività dimenticandosi quasi del tutto della qualità. Il cartone (materiale si usa per spedire e confezionare) viene riciclato diventando il corpo delle figure antropomorfe che, ormai prodotti, acquistano un nuovo bisogno, un nuovo desiderio, un nuovo prodotto tramite l’ e-commerce .

Realizzate da OMA

OMA Recycling è un progetto nato nel 2017.

Le creazioni di OMA nascono dal riuso di scatole, imballaggi e tubolari di cartone che provengono unicamente dal recupero di scarti urbani o industriali destinati al macero.

OMA Fb
OMA Ig

9.sudo dd if=/dev/urandom of=/dev/dsp count=1000

descrizione:

sudo dd if=/dev/urandom of=/dev/dsp count=1000 (un codice per generare rumore bianco)

nasce come volontà di esplorazione di un immaginario di stampo posthuman (le mutazioni

Cronenberghiane de “il pasto nudo” per esempio ) con la chiave estetica della fotografia di

design.

di: Filippo Bonelli

https://filippobonni.wixsite.com/filippobonelli/sudo-dd-if-dev-urandom-of-dev-dsp-c

10. LA BALLA ovvero dello stallo dell’arte

InStallAzione di Kuloshi Elfà Mekelvolì

Dalle sedie vuote di un cinema alle mani trepidanti di un direttore d’orchestra, passando per un fonico che non sente ragioni e destinata ad un catering senza più coperti, LA BALLA arriva a noi e qui si ferma, per diventare un’opera concettuale con il suo scoppiettante messaggio.
Kuloshi Elfà Mekelvolì

11. TAPPETI AMBULANTI  

Come definire precisamente ciò che ci soffoca? Come mostrare le opere quando le istituzioni ci danno le spalle? 
L’arte è un lavoro essenziale per la comunità? Come una venditrice ambulante recito in versi e in tono di commedia questioni attorno al contesto in cui ci troviamo, sottolineando la precarietà in cui lavorano tanti artisti. 
Mentre racconto, invito al pubblico a vedere le opere fatte su tessuto che disporrò per terra e che non hanno potuto essere esposte altrove.

Mariana Chiesa Mateos

www.marianachiesa.blogspot.com
Chiesa Ig
https://www.facebook.com/mariana.chiesamateos

12. ISOLA HOME 

Pareti colorate, tappeti, brillantini, piume variopinte, oggetti bizzarri, figure in movimento, ombre e  luci che si incontrano. Parti di una casa lontana che ritrova per poche ore il proprio spazio. 

Un’isola che ritorna ad essere e accogliere
Laboratorio L’Isola 

https://www.facebook.com/LaboratorioIsola

13. Fuori Luogo

L’assenza del veicolo parcheggiato suggerita solo dalla sua sagoma che rischia di scomparire, effimera ed evanescente, disambientata in uno spazio di transizione. L’installazione temporanea suggerisce la sagoma di una macchina, nell’area del posteggio auto, ritagliata sul terreno cosparso di glitter dorati, luminosi e molesti. Con lo spostamento d’aria i brillantini scomporranno progressivamente la forma e usciranno dalle linee che delimitano il parcheggio, “invadendo” lo spazio circostante.

Caterina Quaranta

www.facebook.com/caterina.quaranta.9

14. Mantide lavori in corso 

La mantide è un insetto molto affascinante. La sua forma ricorda la figura umana in preghiera, regale ed eretta. A differenza di tutti gli altri insetti che possono vedere, la mantide può guardare, distingue i colori e gira lo sguardo a 180 gradi. 
Rappresenta il simbolo della vita e della morte in un unico momento che è l’atto sessuale, l’unione, la distruzione e la rinascita.
Questo fermo delle arti ci fa presagire un forte cambiamento. Lavori in corso, perché arriveremo presto ad irrompere nella quotidianità con nuovo spirito nuove idee e nuova vita creativa.

Davide Sabbatini

15. “Qualche parola privata detta in pubblico” (2021)

Installazione sonora per tante persone in sosta, smartphone e altoparlanti bluetooth

“Qualche parola privata detta in pubblico” [1] è un’installazione sonora di grandi dimensioni basata su una partitura per persone in sosta dislocate nello spazio. Il materiale sonoro, composto dalla stratificazione e dall’interazione di suoni di consumo e contenuti privati, è riprodotto attraverso smartphone e altoparlanti bluetooth e la sua forma complessiva è guidata dalla casualità e dall’imprevisto oltre che da una certa dose di disturbo.

[1] Il titolo dell’installazione è liberamente pescato dal quaderno di appunti In Territorio Selvaggio di Laura Pugno, nel quale si cita il saggio di Giulio Mozzi, Parole private dette in pubblico.

Elettronica Collettiva Bologna~ è un pensiero musicale condiviso e una realtà collaborativa nata nella Scuola di Musica Elettronica del Conservatorio di Bologna. Si pone come obiettivo quello di promuovere e sostenere attività culturali nel campo della musica di ricerca e della sperimentazione sonora. Collabora con realtà della musica sperimentale e del territorio bolognese

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16. Teliamocela (Autodafé)

La macchina è una scatola di lamiera e acciaio, simbolo del consumismo capitalista nonché prigione lavorativa per alcuni.

TELIAMOCELA vuole decontestualizzare questo mezzo, ridurlo ai minimi termini, eclissarlo sotto al velo dell’arte che durante la pandemia si è vista surclassata dalla necessità di guadagno del capitale.

L’auto da mezzo indispensabile a insieme di parti coese nel malessere lavorativo che solo tramite l’arte tornano a vivere sotto nuova forma e luce

Un progetto di Benzeno e Atez (Benzeta)

https://www.instagram.com/ben__zeno
https://www.instagram.com/michiamozeta/

Gianluca – Padiy – Golpe! – disASStro

realizzazione di 5 manufatti tessili serigrafati a mano, che possano sia essere esposti come poster di stoffa sia essere indossati. L’ispirazione è quella della Kefiah palestinese, per aprire un ragionamento sui concetti di spazio, uso e occupazione che sia trasversale e intersezionale: cos’è lo spazio? Come cambia l’idea di esso nella storia, nelle culture e nella geografia mondiale? E ancor più legato ai nostri mezzi di produzione: qual è lo spazio reale della creazione? Quale lo spazio dei nostri medium artistici?

Il nostro intervento serigrafico partirà da una rottura del classico modo di concepire la serigrafia, usando tecniche sperimentali sia per la stampa che per la preparazione del telaio.I drappi in un primo momento saranno stampati mescolando serigrafia e frottage, per creare una trama usando gli elementi dello spazio che ci circonda, per fissare delle texture che ci circonderanno. Poi, con un ulteriore livello, andremo a fissare sui drappi dei disegni simbolici legati a tre concetti della percezione dello spazio: spazio come il luogo vuoto e illimitato da cui sorgono i corpi; spazio come confine, rappresentato come sfera piena e delimitata; spazio come sistema inerziale infinito. Al termine dell’intervento di stampa, i drappi saranno rifiniti grazie all’aiuto di Golpe e la sua macchina da cucire.
“Esposti” nello spazio potranno essere indossati da modellə volontariə trovatə sul momento.

https://www.instagram.com/paola_padiy/
https://www.instagram.com/golpe_couture
https://www.instagram.com/dis_ass_tro
https://www.instagram.com/gianluca__patrizi